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Carlo Marenco

Carlo Giovanni Battista Marenco nasce a Cassolnovo il primo maggio 1800 da una famiglia di cebani li' trasferitivisi per motivi di lavoro. Tornato con la famiglia a Ceva ancora bambino, a soli dieci anni fu ammesso come esterno nel locale collegio, ed a diciotto anni consegui' la laurea in legge presso l'Universita' di Torino.
Nuovamente tornato a Ceva, egli era incerto sulla strada da intraprendere. In quel periodo ebbe modo di approfondire la sua conoscenza delle tragedie di Vittorio Alfieri, Shakespeare, Alessandro Manzoni, Schiller, Goethe, Ugo Foscolo, e di convincere il padre a permettergli di intraprendere la carriera di letterato. Nel 1826 si sposo' con Luisa Cantatore Del Pasco, donna monregalese di famiglia siciliana, la quale gli diede ben quattordici figli. Di questi solo nove sopravvissero, tra cui Leopoldo, che seguira' le orme del padre.
Fu anche sindaco di Ceva per alcuni anni, e la citta' lo commemora dedicando al suo nome il teatro civico e la via principale del centro storico.
Fra le attivita' del Marenco si ricorda anche la sua collaborazione con due giornali piemontesi d'ispirazione liberale, "Il Subalpino" e "Letture di Famiglia", ed il lavoro prestato gratuitamente al collegio di Ceva. Queste sue meritorie attivita', assieme alla sue produzione letteraria fecero si che venisse accolto come membro onorario o socio in diverse societa' letterarie, fra cui, nel 1836 l'Accademia Filodrammatica di Torino e nel 1841 nell'Imperiale e Reale Accademia di Scienze, Lettere ed Arti della Valle Tibertina.

Nel 1843 fu nominato consigliere dell'intendenza generale di Savona : vi si trasferi' per tre anni, fino alla sua morte avvenuta il 20 settembre 1846 a causa di una febbre tifoidea.

Le tragedie di Carlo Marenco furono molto apprezzate da Alessandro Manzoni, da Nicolo' Tommaseo e da Silvio Pellico, ed anche dai francesi Alexandre Dumas, Eugene Scribe e Victor Hugo.


Il periodo piu' florido per la sua produzione letteraria fu fra il 1828 ed il 1842, anche se alcune opere, pubblicate dopo la sua morte, furono scritte precedentemente. Gran parte delle sue opere furono messe in scena dalla Reale Compagnia Sarda al Teatro Carignano di Torino.

La sua prima opera messa in scena fu il "Bondelmonte e gli Amidei" nel 1828. Successivamente scrisse:
- "Corso Donati", 1830;
- "Ezzelino III", 1832;
- "Il Conte Ugolino", 1833;
- "Arnaldo da Brescia", 1834;
- "La Famiglia Foscari", 1834;
- "Adelisa", 1835;
- "Manfredi", 1836;
- "La Pia dei Tolomei", 1836, forse il suo capolavoro; - "Giovanna I di Napoli", 1838;
- "Berengario Augusto", 1839;
- "Arrigo di Svevia", 1841;
- "La guerra dei baroni", 1841.

Carlo Marenco fu anche scrittore di poesie e saggi, pubblicate nel volume "Tragedie inedite" curato da Giovanni Prati.


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