La storia

La storia del Teatro Carlo Marenco

Nel cuore di Ceva, il Teatro Carlo Marenco è molto più di uno spazio scenico: è un presidio culturale, uno scrigno di storia, un ponte tra generazioni.

Nato nel 1860 dalla volontà della Società Filodrammatica cebana e dalla partecipazione della comunità, è oggi un punto di riferimento per l’arte dal vivo, l’incontro tra persone e la crescita culturale del territorio.

1860

Inaugurazione

Il Teatro Carlo Marenco viene inaugurato su progetto dell’ingegnere Giovanni Levi, per volontà della Società Filodrammatica cebana.

Anni ’30

Nuove funzioni

Il teatro si trasforma anche in sala cinematografica, ampliando il proprio ruolo culturale e sociale.

1978

Lavori di sistemazione

Durante gli interventi emerge una colonna medievale, testimonianza delle stratificazioni storiche del luogo.

2007

Restauro

Il Teatro Marenco riapre completamente restaurato, recuperando il suo valore architettonico e artistico originario.

Oggi

Presente e futuro

Un presidio culturale attivo, aperto alla comunità e alle nuove generazioni.

Un teatro nato dal popolo

Progettato dall’ingegnere Giovanni Levi e inaugurato nel 1860, il Teatro Carlo Marenco nasce dalla volontà della comunità. Un luogo costruito per vivere la cultura insieme, con una struttura in stile all’italiana e un’acustica di rara qualità.

Opera d’arte

Un teatro che è anche opera d’arte

Ogni dettaglio racconta un tempo in cui arte e artigianato andavano di pari passo. Il Marenco è un teatro da vedere e da vivere.

  • Affreschi Giuseppe Vigna
  • Sculture lignee Alessandro Boasso
  • Sipario storico Vincenzo Odello

Un luogo che ha attraversato epoche e trasformazioni

Il Marenco è lo specchio della città: spettacoli, incontri e vita civile. Una storia fatta di cambiamenti, senza perdere identità.

Anni ’30Si reinventa anche come sala cinematografica.
1978Durante i lavori riaffiora una colonna medievale.
2007Restauro e riapertura: ritorna allo splendore.

Un teatro che guarda avanti

Oggi il Teatro Carlo Marenco è un cantiere di idee: prosa, musica, danza, progetti per le scuole, laboratori e iniziative con enti e associazioni del territorio.

Chi entra qui non è solo spettatore: è parte di una storia collettiva che si rinnova ogni giorno, tra passato e futuro.
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